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Come creare un’email con il tuo dominio (senza essere un tecnico)

· Redazione Meravimail · 6 minuti di lettura

Cosa serve davvero per avere nome@tuaazienda.it: il dominio, le caselle, i record da cambiare e quanto tempo ci vuole.

Un indirizzo come info@tuaazienda.it non si "compra" da solo: nasce dall'incontro di due cose che spesso stanno in posti diversi — il dominio, cioè il nome, e il servizio di posta, cioè chi consegna e conserva i messaggi.

Le tre cose che ti servono

  1. Un dominio registrato. Se hai già un sito, ce l'hai: è il nome che sta dopo la www. Non serve comprarne un altro e non serve spostarlo: resta dove l'hai preso.
  2. Un servizio di posta che crei le caselle su quel dominio.
  3. Il permesso di dirlo a Internet, cioè poter modificare i record del dominio dal pannello di chi te l'ha venduto.

Cosa succede quando colleghi il dominio

Le email non sanno da sole dove andare: lo chiedono al dominio. I record che contano sono pochi.

  • MX — dice a chi consegnare la posta indirizzata al tuo dominio. È quello che sposta davvero il servizio: finché non lo cambi, le email continuano ad andare dove andavano prima.
  • SPF — dichiara quali server possono spedire a nome tuo. Serve a non finire nello spam.
  • DKIM — firma i messaggi in uscita, così chi li riceve può verificare che siano davvero tuoi.
  • DMARC — dice ai destinatari cosa fare quando i primi due non tornano.

Sono quattro righe da incollare in un pannello. Il punto delicato non è scriverle, è non dimenticarne una: un SPF senza il nostro server fa finire le tue email nella posta indesiderata di un cliente, e te ne accorgi settimane dopo.

Quanto tempo ci vuole

La casella è pronta in pochi minuti. La posta comincia ad arrivare quando i record si propagano: di solito poche ore, a volte fino a un giorno. Nel frattempo il vecchio servizio continua a ricevere, quindi non si perde niente.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Due record SPF. Sembra innocuo ed è il guasto peggiore: con due record la verifica fallisce del tutto. Ne serve uno solo, che contenga tutti i mittenti autorizzati.
  • Cambiare gli MX prima di aver creato le caselle. La posta arriva a un servizio che non sa a chi consegnarla e viene respinta.
  • Il campo "host" scritto male. Alcuni pannelli vogliono @, altri il campo vuoto, altri il nome completo del dominio. È la causa numero uno di "l'ho inserito ma dice che manca".

Come lo facciamo noi

Ti mostriamo i record già compilati per il tuo dominio, con la notazione giusta per il pannello che usi, e li ricontrolliamo da soli finché non sono a posto — anche di notte, anche il giorno dopo. Se il tuo fornitore lo permette, li scriviamo direttamente noi senza chiederti la password: il permesso si concede per una volta e non resta a noi.